domenica 8 ottobre 2017

Domenica 8 ottobre

A volte mi viene voglia di scrivere. O forse mi viene voglia di essere una che scrive: il tipo di giovane donna che la domenica mattina con quell’aria da “mi sono appena svegliata, ho messo le prime cose che ho trovato” che la rende irresistibilmente figa, si trascina in un bar, ordina sorridendo un cappuccio e si siede a scrivere sul suo laptop. Un Mac ultra sottile, ultra veloce e ultra leggero, ovviamente. No, non guardo troppi film: mi addormento troppo facilmente per essere una gran cinefila; ma evidentemente quelli che ho visto mi hanno segnato a sufficienza.
Ho perso il filo. Strano!
Non sarebbe più facile (e più divertente) se potessimo ogni mattina scegliere chi essere? Se potessimo ogni mattina indossare un personaggio diverso, senza che questo crei alcun disturbo alla gente che ci circonda? Non sarebbe recitare per me, né mentire: si tratta solo di dare libero sfogo a ciascuno dei pezzi da cui sono composta. Ci sono persone alle quali forse sta stretto un solo nome, un solo lavoro, un solo amante, una sola vita. Ci sono persone composte da troppi piccoli pezzi perché possano farne prevalere solo uno. E allora che si fa? Perché sono costretta a scegliere?
Ciao, sono E. e sono un insieme di pezzi di puzzle diversi: contrasti, ossimori, contrari, scontri, divisioni. Ciao, sono E. e sto cercando di costruirmi.

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